22 feb

Se parlano male di noi …..che sia dove possiamo rispondere (1)

Pubblicato da admin



Se parlano male di noi ….che sia dove possiamo rispondere

Il web 2.0 – il web del gratis.

Il Web 2.0 e’ il web del gratis, della comunicazione, della condivisione, della liberta’. Il web dei contenuti generati dagli utenti (user generated content – UGC).  

E questo implica la fine di tre capisaldi del  marketing tradizionale:

- che gli utenti non possano parlare facilmente e direttamente tra di loro;

- che i canali di comunicazione siano semplici, concentrati e facilmente controllabili;

- che la comunicazione sia solo promozione.

Nel Web 2.0 la conversazione prende una forma spesso non programmabile.

L’Azienda prende parte alle discussioni, spesso la lancia ma difficilmente riesce a gestirla positivamente: se parlano male di noi, è meglio che sia fatto dove possiamo rispondere e non altrove. Sui social network e sui blog  i turisti si aspettano  che l’ operatore  entri nella conversazione e risponda.

E-COMMERCE E TURISMO

 

Il mercato italiano e-commerce e’ un decimo di quello inglese e un sesto di quello tedesco, ma con  un tasso superiore di crescita.

In Italia siamo arrivati a 5 mld di euro: USA 180 miliardi, UK 50 miliardi, Francia 16 miliardi, Germania 30 miliardi di euro.

Nei vari settori l’e-commerce rappresenta sempre maggiori percentuali del fatturato, con una crescita in costante aumento.

Negli USA per la prima volta nel settore turismo, il fatturato online ha superato  il fatturato offline – ottobre 2008 -.

Nella Unione Europea (mercato B2C – business to consumers) siamo ancora a una percentuale compresa tra 10 e il 25%, in Italia non e’ ancora stato raggiunto il 10%.

Alcune ricerche indicano quanto le aziende sono soddisfatte della loro presenza online (non solo turismo)

44% soddisfatte
13% insoddisfacente
43% è una continua sperimentazione……

Nel Web 2.0 cambia la posizione dell’Azienda.

Prima del Web 2.0   le aziende vedono Internet  molto “sito centrica”. Il nostro sito al centro del web. I contenuti sono esclusivamente autopromozionali, e la  comunicazione e’ unidirezionale.

Nel Web 2.0  gli utenti mettono  al centro i motori di ricerca, i social media,  Facebook o una rete di blog. Anzi mettono al centro i commenti e gli interventi degli altri utenti.

Le aziende se vogliono interagire, devono entrare su quei siti. Devono accettare la nuova regola: contenuti pluridirezionali, anzi conversazioni pluridirezionali.

Il Web 2.0: un mercato caotico, disordinato,  dove l’ordine è messo dai tag.
Nel web 2.0 non c’è confine preciso fra chi produce e chi subisce i contenuti.

…..segue

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