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	<title>Sei un tipo Lastminute? Cerca la tua vacanza...... &#187; web 2.0</title>
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	<description>viaggi e vacanze online</description>
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		<title>Se parlano male di noi &#8230;..che sia dove possiamo rispondere (1)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0 e social]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Web 2.0: un mercato caotico, disordinato,  dove l’ordine è messo dai tag. 
Nel web 2.0 non c’è confine preciso fra chi produce e chi subisce i contenuti. <a href="http://www.6lastminute.com/se-parlano-male-di-noi-che-sia-dove-possiamo-rispondere-1.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Se parlano male di noi &#8230;.che sia dove possiamo rispondere</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il web 2.0 &#8211; il web del gratis.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il Web 2.0 e’ il web del gratis, della comunicazione, della condivisione, della liberta’. Il web dei contenuti generati dagli utenti (user generated content – UGC).  </p>
<p>E questo implica la fine di tre capisaldi del  marketing tradizionale:</p>
<p>- che gli utenti non possano parlare facilmente e direttamente tra di loro;</p>
<p>- che i canali di comunicazione siano semplici, concentrati e facilmente controllabili;</p>
<p>- che la comunicazione sia solo promozione.</p>
<p><em><strong>Nel Web 2.0 la conversazione prende una forma spesso non programmabile.</strong></em><strong></strong></p>
<p><strong>L’Azienda prende parte alle discussioni, spesso la lancia ma difficilmente riesce a gestirla positivamente: se parlano male di noi, è meglio che sia fatto</strong><strong> </strong>dove possiamo rispondere e non altrove. Sui social network e sui blog  i turisti si aspettano  che l&#8217; operatore  entri nella conversazione e risponda.</p>
<p><strong>E-COMMERCE E TURISMO</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il mercato italiano e-commerce e’ un decimo di quello inglese e un sesto di quello tedesco, ma con  un tasso superiore di crescita.</p>
<p>In Italia siamo arrivati a 5 mld di euro: USA 180 miliardi, UK 50 miliardi, Francia 16 miliardi, Germania 30 miliardi di euro.</p>
<p>Nei vari settori l’e-commerce rappresenta sempre maggiori percentuali del fatturato, con una crescita in costante aumento.</p>
<p>Negli USA per la prima volta nel settore turismo, il fatturato online ha superato  il fatturato offline – ottobre 2008 -.</p>
<p>Nella Unione Europea (mercato B2C – business to consumers) siamo ancora a una percentuale compresa tra 10 e il 25%, in Italia non e’ ancora stato raggiunto il 10%. <strong></strong></p>
<p>Alcune ricerche indicano quanto le aziende sono soddisfatte della loro presenza online (non solo turismo)</p>
<p>44% soddisfatte<br />
13% insoddisfacente<br />
43% è una continua sperimentazione……</p>
<p><em><strong>Nel Web 2.0 cambia la posizione dell’Azienda.</strong></em><strong></strong></p>
<p><strong>Prima del Web 2.0   le aziende vedono Internet</strong>  molto “<em>sito centrica”</em>. Il nostro sito al centro del web. I contenuti sono esclusivamente autopromozionali, e la  comunicazione e’ unidirezionale.</p>
<p>Nel Web 2.0  gli utenti mettono  al centro i motori di ricerca, i social media,  Facebook o una rete di blog. Anzi mettono al centro i commenti e gli interventi degli altri utenti.</p>
<p>Le aziende se vogliono interagire, devono entrare su quei siti. Devono accettare la nuova regola: contenuti pluridirezionali, anzi conversazioni pluridirezionali.</p>
<p><strong><em>Il Web 2.0: un mercato caotico, disordinato,  dove l’ordine è messo dai tag.<br />
Nel web 2.0 non c’è confine preciso fra chi produce e chi subisce i contenuti. </em></strong></p>
<p><strong><em>&#8230;..segue</em></strong></p>
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